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Fermenti nella K-beauty: perché la fermentazione trasforma un ingrediente buono in uno straordinario

Fermenti nella K-beauty: perché la fermentazione trasforma un ingrediente buono in uno straordinario

  • 31 Marzo 2026

Di cosa parliamo in questo articolo:

Il processo di fermentazione applicato agli ingredienti cosmetici coreani, da Galactomyces a ingredienti fermentati hanbang, e perché migliora biodisponibilità, texture e tollerabilità cutanea.


Quando si parla di ingredienti fermentati nella skincare, la prima reazione è spesso di perplessità. Fermentazione richiama il cibo, il kimchi, il kombucha, il miso. 

Eppure è esattamente da quella logica che la cosmetica coreana ha sviluppato alcune delle formulazioni più interessanti degli ultimi decenni, e per una ragione ben precisa: la fermentazione trasforma un ingrediente già valido in qualcosa che la pelle riesce ad assorbire e utilizzare in modo molto più efficace.

Capire come funziona questo processo aiuta a leggere le etichette con più consapevolezza e a capire perché certi prodotti producono risultati visibili mentre altri, pur contenendo gli stessi ingredienti di base, sembrano non avere lo stesso impatto.


Cosa succede a un ingrediente cosmetico durante la fermentazione?

La fermentazione è un processo biologico in cui microrganismi come lieviti, batteri lattici o funghi scompongono le molecole di un ingrediente in strutture più piccole e semplici. 

Questo avviene in un ambiente controllato, con temperature, tempi e ceppi microbici specifici che determinano il risultato finale.

In cosmetica, il beneficio principale di questo processo riguarda la biodisponibilità, in questo modo le molecole più piccole prodotte dalla fermentazione riescono ad attraversare più facilmente gli strati superficiali dell'epidermide, arrivando più in profondità rispetto alle molecole originali non fermentate. 

Un estratto vegetale fermentato ha quindi una capacità di penetrazione cutanea superiore rispetto allo stesso estratto non trattato, a parità di concentrazione.

A questo si aggiunge anche una maggiore tollerabilità, perché il processo di fermentazione tende a ridurre le molecole potenzialmente irritanti presenti negli estratti grezzi, rendendo il prodotto finale più adatto anche alle pelli più reattive. 

Non è un caso che molte formulazioni K-beauty con ingredienti fermentati vengano indicate anche per pelli sensibili.

Infine, la fermentazione produce naturalmente antiossidanti, aminoacidi, vitamine e enzimi che non erano presenti nell'ingrediente di partenza. 

Il risultato finale è quindi più ricco e complesso dell'originale, oltre che più biodisponibile.


Il legame della K-Beauty con la tradizione hanbang

La cosmetica coreana non ha scoperto la fermentazione per seguire un trend, ha attinto alla sua tradizione millenaria. La medicina tradizionale coreana, l'hanbang, utilizzava da secoli ingredienti fermentati sia a scopo alimentare che terapeutico.

Ginseng, radici, erbe officinali venivano lavorati attraverso processi di macerazione e fermentazione per potenziarne le proprietà e renderli più facilmente assimilabili dall'organismo.

Evoluzione della fermentazione nella cosmetica coreana


Questa logica è stata trasferita alla cosmetica moderna con un approccio scientifico, stessi principi di fondo, ma con formulazioni studiate, una scelta più accurata dei ceppi microbici selezionati e concentrazioni misurate. 

I fermenti nella K-beauty contemporanea sono il risultato di decenni di ricerca applicata su come la biologia cutanea risponde a certi stimoli.


Quali sono i fermenti più usati nella K-beauty e cosa fanno

Leggere un INCI con consapevolezza richiede di riconoscere alcuni dei nomi dei principali ingredienti fermentati presenti nelle formulazioni coreane.

Il Galactomyces Ferment Filtrate è tra i più diffusi ed è il filtrato derivato dalla fermentazione dei galattomiceti, lieviti che sono sottoprodotto della produzione del sakè. 

Agisce sulla luminosità dell'incarnato, sull'uniformità del tono, sulla texture e sulla regolazione del sebo, ed è uno degli ingredienti con il maggior numero di studi a supporto nella skincare coreana.

Il Lactobacillus Ferment Lysate è il lisato derivato dai lattobacilli, batteri probiotici presenti anche nella flora batterica umana. Rinforza la barriera cutanea, bilancia il microbioma della pelle e aiuta a ridurre la reattività nelle pelli sensibili o compromesse.

Nella tradizione hanbang fermentata si trovano invece estratti di ginseng fermentato, riso fermentato e altri ingredienti botanici trattati con processi simili, che combinano l'azione degli attivi originali con i benefici aggiunti dalla fermentazione stessa.


Come riconoscerli in etichetta e inserirli nella routine

In un INCI, gli ingredienti fermentati si riconoscono dalla presenza di termini come Ferment Filtrate, Ferment Lysate, Fermented Extract o Ferment abbinato al nome dell'ingrediente di origine. Galactomyces Ferment Filtrate, Bifida Ferment Lysate, Lactobacillus Ferment Lysate sono i più frequenti.

Nella routine, i fermenti si trovano principalmente nelle essence, nei toner e nei sieri, dove la loro leggerezza permette di sfruttare al massimo la capacità di penetrazione. Possono però comparire anche nelle creme, dove svolgono un'azione di supporto alla barriera cutanea e di regolazione dell'idratazione a lungo termine.

Non ci sono particolari controindicazioni nell'usare prodotti con ingredienti fermentati. L'unica eccezione riguarda l'acne fungina, una condizione specifica causata dal fungo Malassezia, per cui è bene consultare un dermatologo prima di introdurre ingredienti a base di lieviti come il Galactomyces.


I cosmetici coreani con ingredienti fermentati


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Detergente 3-in-1 con Galactomyces Ferment Filtrate, niacinamide e complesso di proteine vegetali. Pulisce in profondità trasformandosi in olio e poi in schiuma, senza alterare la barriera cutanea.

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IN YOUR HEART Calming Care Cream 50ml

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Crema con Galactomyces Ferment Filtrate e Lactobacillus Ferment Lysate per luminosità, riequilibrio del sebo e barriera cutanea. Certificata EWG Green, senza fragranze, adatta alle pelli sensibili.

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DIVME End Mela One-Shot White Toning Cream 50ml

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Crema tonificante con Galactomyces Ferment Filtrate, niacinamide 5%, arbutina e acido tranexamico. I fermenti potenziano la biodisponibilità degli attivi depigmentanti per un'azione uniforme sul tono.

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Domande frequenti

Gli ingredienti fermentati sono adatti a tutti i tipi di pelle?

In generale sì. La fermentazione tende a rendere gli ingredienti più tollerabili, e molte formulazioni con fermenti vengono sviluppate proprio per le pelli più reattive. L'unica precauzione riguarda chi soffre di acne fungina, per cui è opportuno parlarne con un dermatologo prima di usare prodotti con Galactomyces o altri lieviti.

Galactomyces e probiotici cosmetici sono la stessa cosa?

No, anche se entrambi derivano da processi fermentativi. Il Galactomyces Ferment Filtrate è un filtrato di lievito che agisce principalmente migliorando luminosità, texture e sebo. I probiotici cosmetici come il Lactobacillus Ferment Lysate agiscono invece sul microbioma cutaneo e sul rafforzamento della barriera. Molte formulazioni li usano insieme proprio perché le loro azioni si completano.

In che punto della routine vanno usati i prodotti con fermenti?

Dipende dal formato del prodotto: le essence e i toner con fermenti si usano subito dopo la detersione, come primo step idratante, i sieri invece si applicano dopo il toner; le creme con fermenti chiudono la routine. 

La logica rimane quella del layering coreano, dalla texture più leggera a quella più ricca.

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